Ricordi in fiore

Questa foto non è stata scattata in un qualsiasi giardino nipponico, bensì alla manifestazione Euroflora che si svolge a Genova puntualmente ogni cinque anni. Ovviamente la vostra padrona di casa appassionata di fiori e di giardini non ha potuto esimersi dal visitare quest’esposizione. Vi trascrivo le mie segnazione che ho segnato a caldo su carta: “Euroflora è stato un vero e proprio spettacolo. Ho visto piante di tutti i tipi e di tutte le provenienze del mondo. Ho scattato all’incirca 65 foto. Ho visto la rosa mistica dall’incarnato soave e sublime. Ha vinto il concorso indetto dal Vaticano per eleggere la rosa più bella per dedicarla alla Madonna (una delle tante trasformazioni di Dea Madre Terra), ho visto il cedro “Mani di Budda”: i suoi frutti crescono curiosamente molto similmente a una mano umana. Ho visto i mille papaveri rossi donati dalla Fondazione De Andrè come monito contro ogni violenza e ogni guerra. Hanno persino chiesto la collaborazione degli allievi della scuola d’arte per dipingere coprivasi splendi con su temi di fate dei fiori. E mi sono lasciata incantare dal “Teatro dei fiori” dove i più bravi compositori floreali si sono cimentati nell’arte difficile di ricreare opere di De Chirico.  Un’ideale anticipazione della mostra di Magritte che vedrò a Maggio. E tutto questo l’ho visto da sola. Ero io e solo io con i miei personalissimi tempi, la mia voglia di camminare, di giocare e illudermi di essere una piccola esploratrice in un immensa foresta fatta di luci, ombra, suoni (incantevole l’allestimento di un piccolo giardino Zen con tanto di tipiche campanelline con attaccati cartoncini scritti con ideogrammi vari), profumi e come corollario una giornata stupenda piena di Sole e della sottile e magica energia tipica della primavera. Sono stanca ma con il sorriso sulle labbra. Per un’impercettibile istante non mi sono più sentita sola. Era come se accanto a me ci fosse la presenza di mia madre. Lei che da sempre è stata appassionata di fiori e di piante e che solo il suo cuore malandato le avrebbe impedito di perdersi un’occasione simile. Era come se fossimo insieme, come ai vecchi tempi. Come a quell’edizione in cui ho dovuto convincerla a partecipare ad una gara di composizione floreale dove, con pochissimi fiori, ha fatto una splendida composizione. E lo speaker additandola diceva: “vedete a volte non servono molti fiori per fare una bella composizione”. Come nella vita: quasi sempre le cose che riescono meglio sono quelle più semplici.
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