Rabbia

Innanzitutto urge una spiegazione. Devo essere onesta mi sono fatta aiutare per la traduzione in inglese del mio post di sabato. Ho voluto che la mia cara artista, qualora ripassasse da queste parti, capisse quello che stavo dicendo e quanto mi ha fatto piacere il suo passaggio. E ora ritorniamo a bomba: l’immagine che vedete qui sopra è la copertina di Rabbia di Palahniuk che ho avuto modo di finire in questi giorni. « "Come la maggior parte delle persone, anch’io non avevo mai incontrato Rant Casey né ci avevo mai parlato finché non è morto. Con la gente famosa è così, quando tirano le cuoia la loro cerchia di amici intimi si ingigantisce."
"Rabbia" prende la forma di una storia (romanzesca) orale di Buster "Rant" Casey, nella quale un assortimento di amici, nemici, ammiratori, detrattori e familiari dice la sua su questo personaggio malvagio (o forse no), morto in circostanze tanto misteriose quanto leggendarie, che forse è stato (ma forse non è stato) il più efficiente serial killer della nostra epoca. "Buster Casey sarebbe dunque per la rabbia ciò che ‘Typhoid Mary’ Mallon è stata per il tifo, Gaetan Dugas per l’Aids e Liu Jian-Lun per la Sars." Buster è cresciuto in una cittadina nel mezzo del nulla, assetato di sensazioni forti in un mondo di videogames e di soffocante conformismo. Dopo le prime ribellioni al liceo scappa dal suo villaggio natale alla volta della grande città: cerca qualcosa, una comunità di persone, un’emozione inimmaginabile, un bandolo della matassa, un senso per la propria esistenza. E ben presto diventa il leader di un gruppo di giovani dediti a una sorta di rito-gioco di demolizione urbana chiamato "party crashing": nelle notti prescelte i partecipanti decorano in modi bizzarri le loro auto e quando arriva il momento cominciano ad attaccarsi a vicenda cercando di cozzare con le proprie vetture contro quelle degli altri. Ed è proprio in occasione di una di queste violente cacce notturne che Casey incontra la più spettacolare e tragica delle morti al volante.» Inizia benissimo, Casey è forse uno dei personaggi meglio disegnati e più originali che mi siano capitati di incontrare: una sorta di moderno Lucifero. Ma, c’è un ma. Il finale del libro. Troppo tirato via. C’è materiale almeno per un’altro libro buono e me lo sprechi così? A volte mi rendo conto che forse sto diventando troppo selettiva. Insomma un’occasione spreca
ta.
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4 commenti su “Rabbia

  1. Alicesue il said:

    sono sempre meno i libri che posso definire capolavori… credo sia normale, più accumuliamo metri di paragone.

    Palahniuk alla fine non mi piace molto. ho letto soffocare e ninna nanna, si fanno leggere, le storie sono grandiose, ma il suo stile mi annoia. Non cambia mai, non inventa niente. Ha delle ottime idee, però, questo sì.

  2. xPerlaDiLunax il said:

    Essere selettivi non è una brutta cosa. 😉

    Ah dimenticavo: sono la ex Lacryma.

    Ho cambiato nick..non so se ci hai fatto caso.

    Un abbraccio grande grande. 🙂

    Buon inizio di settimana,amica mia.

    Bacini!! :*

  3. krishel il said:

    Caro il mio utente quasi anonimo, hai lasciato un posto dove trovarti e con calma lo farò, sono una lei. A parte questo ho avuto questa sensazione: che poteva essere scritto meglio ma solo per il finale. Il resto era quasi perfetto. The downward spiral è uno dei due dischi che non ho ancora recensito qui dentro e, con calma, lo farò.

    With teeth l’ho rivalutato adesso, sono riuscita a capirlo meglio. Però non è TDS. Questo non ci piove.

  4. anonimo il said:

    non stai diventando selettivo.

    se ne avessi parlato bene sarebbe come dire che “with teeth” è “downward spiral”.

    palahniuk ha un mutuo, e un libro all’anno gli sta rendendo la vita facile.

    fidati.

    rant è un occasione sprecata, un libro dettato dalla fretta e che perlopiù diventa un guazzabuglio pagina dopo pagina.

    😉

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