Dea Scrittura




"Quando si scrive, si scrive e basta".

Vero. E’ un’urgenza che va soddisfatta.

A.

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E, come ho sentito dire, se siamo veramente ispirati non scriviamo ma "diventiamo scrittura", le cose arrivano e non bisogna fermarsi a pensare.
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Sono di nuovo qui a parlare della scrittura e di come questa ha un’estrema importanza per me. E non sono mai stata compresa in questo. Mia madre non ha mai capito come mai, ogni volta che mi trovavo in difficoltà, prendevo la penna e buttavo giù quello che avevo dentro. E funzionava, il solo gesto della carta e della penna serviva come apripista verso il mio pensiero e il mio cuore con una forza che aveva dell’incredibile. Mi sento profondamente a disagio a tenere il blog, semplicemente perchè mi è sempre mancata la tecnica. Ho sempre compensato questa lacuna con un grande cuore, fantasia, creatività. Ma il senso di disagio continua, la consapevolezza che in giro ci siano dei veri artisti della parola, con un’abilità che mi posso solo sognare di notte continua. Leggo, vedo film, ascolto musica e cerco di raccontarlo nella maniera più onesta possibile. Molte, troppe volte mi chiedo perchè sto facendo tutto questo. Mi chiedo il senso della cura che metto nella casa e non solo. Ho un’urgenza dentro infinita di comunicare. Perchè accanto a me, fisicamente, la comunicazione manca. E sempre mancata: sono nata e cresciuta in una famiglia di gente estremamente chiusa che non trova il canale di comunicazione. Una costatazione questa, non una lamentela. Anche io alla fine non parlo molto. Non trovo il terreno fertile tutto qui.
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4 commenti su “Dea Scrittura

  1. spiritchaser il said:

    p.s.: Nella bella stampa cinese, che spero tu abbia appeso in casa, riconosco l’ideogramma inferiore, quello del Qi. Sai mica cosa significa quello sopra?

  2. spiritchaser il said:

    Onoratissimo di essere in prima pagina. Sono d’accordo con te, Aglaja, molto spesso chi scrive romanzi scrive di sè, racconta il suo mondo interiore. Ed è molto importante incontrare, e condividere il nostro mondo, con chi è in sintonia con noi.

    Per la tecnica… a parte il fatto che mi piace quello che scrivi, e non mi accorgo di come lo scrivi, non penso sia necessario essere virtuosi della penna per poter coinvolgere nella lettura. A volte i virtuosismi servono per coprire il vuoto delle idee.

  3. aglajaGE il said:

    Ma è così importante essere “artisti della parola”, Krishel? L’urgenza va soddisfatta, in ogni modo.

    Come ti ho scritto nell’altro mio commento, io personalmente scrivo per me stessa, per buttare fuori mali antichi e recenti, per trovare, attraverso la scrittura, quella libertà di esprimermi che, dovendo parlare, ancora oggi mi si strozza in gola. Ora, con il blog, ho trovato il coraggio di confrontarmi con altre persone e, a mia volta, leggendole, ho il senso del comunicare, della ricerca di contatto e di confronto che sento farmi bene. Anch’io, per mille motivi, vengo da una famiglia in cui la chiusura emotiva era forse un’ancora di salvezza, o un coperchio necessario, e anch’io ho sempre affidato alla penna le lacrime che non riuscivo a versare, le speranze in cui non riuscivo a credere.

    Aggiungo che, spesso, leggendoti mi immedesimo, rifletto, sorrido, mi commuovo; quindi, per me, hai raggiunto quello che per me è il vero significato della scrittura: una condivisione di emozioni.

    A.

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