And alone I'll cross this river…

Ho tutta una serie di cose in mente e non trovo modo di buttarle giù. Siamo arrivati nuovamente a dicembre con tutto il carico di emozioni che mi porto dietro di consueto con questo mese. Ci sono cose che non cambiano fondamentalmente. Ritrovarmi in stazione con il guerriero a parlare e confidarci e lui con la sua lucida visione a capire perfettamente cosa mi si agita dentro, non ha prezzo.  Pensavo che alcune scene esistessero solo al cinema eppure invece le ho viste con i miei occhi dopo il concerto. Ho pensato che le persone reagiscono in modo diverso al dolore. C’è chi reagisce semplicemente cercando di trarre il meglio dalla vita, scherzando, ridendo e giocando e chi, come me, invece non fa altro che chiudersi sempre di più. Non c’è un modo giusto o sbagliato. Ho fatto delle analisi del sangue. Perchè ho sempre freddo, anche quando non dovrei averne, perchè sono sempre stanca e non faccio nulla ma proprio nulla. Perchè sono sempre come una corda tesa e  basta poco per farmi crollare. Da quel che ho potuto capire, ed era anche il mio sospetto, non c’è nulla di fisico. Ma aspetto di sentire il medico. Intanto contnua la cura alimentare che hanno dato a mio fratello per il colesterolo alto. Niente salumi, niente carne rossa… per me che non so cucinare è un casino, non so mai cosa far da mangiare. E ne ho ancora meno voglia. Ho finito il quarto libro dei Racconti di San Francisco. E’ stato come incontrare dei vecchi amici. Alcune cose non me le aspettavo, altre invece le ho apprese con dolore altre invece con curiosità. E adesso sono alle prese con Storie di neve di Corona. Una storia di gente, di un paesino fatto da uno che probabilmente ama poco il genere umano…
Non ho molto da dire in questi giorni, sto perdendo la voglia di raccontarmi. Non ho molta voglia di aprirmi a nessuno. Ho una poesia in corso ma non so se riuscirò a finirla. Non riesco a trovare la giusta ispirazione. Ma chissà fore un giorno finirà… mi sto spegnendo. E il bello che alla fine sono io che sto facendo di tutto per spegnermi. Forse non mi basta più sedermi dall’altra parte del fiume e aspettare il passaggio del cadavere del mio nemico. Questa volta forse il fiume lo devo oltrepassare. Chissà. Alla fine da sola passerò quel fiume…

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