Un’illusione
“Fermarmi,
assaporare
il mondo normale,
in un solo istante.
Essere il primo attore
di quest’immensa farsa,
dell’infinita intesa
chiamata vita.
Infine comprendere
il senso della realtà.
Perdermi
in quest’ultima illusione.”
K. 01/05/2005

Questa l'ho scritta quando ero immersa nei casini più neri della malattia di mia madre. La normalità a cui anelo è semplicemente quella fatta delle cose quotidiane, mangiare, dormire, lavorare, non dover andare sempre di corsa per ospedali o per ospizi. Avere il tempo per se stessi, per tirare il fiato e rendersi conto di essere fortunati a fare quello che facciamo. E rendersi conto che basta veramente un attimo per cancellare la persona che sei sempre stata.  Il mal di schiena mi sta rosicando anche quelle lievi energie psicologiche che forse mi sono rimaste. Non è da me scoppiare a piangere come una bambina di fronte a qualcuno per il dolore. Ho sempre vissuto le lacrime e il dolore come una cosa estremamente privata, da vivere in solitudine. Che mi sta succedendo?? Dov'è finita la persona che ha retto fino ad adesso a tutte le traversie, i problemi, le malattie e la morte dei miei genitori? Forse ha ragione Daniela, forse sta venendo fuori il mio lato più vero, forse sta venendo fuori il fatto che ho sempre finto benissimo di essere una persona forte quando, in realtà, non lo sono stata mai.

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2 thoughts on “

  1. Ecco, poi sono io che mi lamento… -_-E condivido in pieno quello che hai scritto nel post precedente, è una frase che mi sento dire spesso anch'io e che mi scivola addosso come l'acqua. Mi piacerebbe (o meglio, piacerebbe a certa gente) che essere giovani significasse solo divertirsi, uscire tutte le sere, passare da un ragazzo all'altro eccetera. E chi non è così che fa? Anche questo a suo modo è un pregiudizio. Grazie per gli indirizzi email, li userò con discrezione. Intanto ti mando un abbraccio forte e aspetto buone nuove.Eleo

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