A tale… euroflora 2011


Penso di essere una delle poche a usare un’immagine d’acqua per raccontare l’Euroflora. Ma questo avevo dentro nell’anima mentre la vedevo, ed è stato un pensiero tanto forte che alla fine si è voluto associare pure il cielo con la pioggia. L’acqua dicevo come elemento onnipresente della fiera, come fil rouge mentale. Questa piccola ma grande opera, questa unione felice tra pietra e acqua che scorre e scava, era allestito in un angolo dedicato alla Sardegna, regione che conosce perfettamente quanto prezioso sia quest’elemento. Euroflora non può essere descritto a parole, deve essere visto con gli occhi e con il cuore. E poco importa se a volte ho dovuto picchiarmi con una macchina fotografica non all’altezza di quello che volevo raccontarvi – si è pure mangiata diverse foto – non importa dicevo. Avevo nelle orecchie e nel cuore il rombo e il rumore felice dell’acqua, dei fiori che si aprivano in una danza a contatto con l’elemento che più le fa vivere, esaltando colori e profumi che pensavo dimenticati. Nell’immagine che mostro qui sotto siamo in Spagna e prendere questo gioco, questo gioioso zampillo non è stato semplice, ho dovuto ingaggiare una guerra con Padre Sole che sembrava volersi mettere in mezzo tra il mio elemento cardine e me. Ma so essere caparbia quando mi ci metto e se voglio un’immagine devo ottenerla a tutti i costi.

Ecco qui il risultato. Anche se l’allestimento è spagnolo, le goccioline e io troviamo sempre modo di comunicare in un linguaggio comune. E dopo tanta meraviglia e tanti colori, l’acqua ha voluto regalarmi il suo arrivederci più bello. Come? Così…

(Cliccate e ingrandite l’immagine. Osservate bene i fiori… celano una piccola sorpresa all’interno…)
P.S. Mi sono dovuta persino picchiare con il player per farvi sentire il suo suono…

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