Finchè il cuculo canta…

Ieri ho finito questo splendido libro di Mauro Corona. La trama dal suo sito ufficiale: "Finché il cuculo canta vale la pena di ascoltarlo. Il cuculo porta la primavera e con essa la speranza. Compongono queste pagine racconti di uomini, rocce e camosci. Li ha fatti nascere quel canto, sotto il sole giovane di due primavere. A primavera tornano i ricordi. Narrano storie accadute, drammatiche, dure, qualcuna ironica, che hanno attraversato la vita dei protagonisti da parte a parte. Lo sfondo, dove si muovono come ombre lontane, è la natura, forte, dolce, spietata, la quale, come disse Pessoa, "mai si ricorda e perciò è bella". E’ un omaggio all’epopea degli ultimi, a un mondo ormai scomparso, ad un paese abbandonato popolato dai fantasmi del passato. E’ un po’ tornare tra le sue vie, tra le sue case, con quella gente. Storie riemerse dall’oblìo, venute fuori dai ciottoli della contrada San Rocco, vicino alla chiesa, dove sono cresciuto assieme ai miei coetanei, dove per secoli ha pulsato il cuore della vecchia Erto". L’episodio più toccante quando l’autore giovane va a recuperare la zia sordomuta subito dopo il disastro del Vajont. Alla fine c’è pure una critica all’uomo moderno incapace di sentire la voce della natura, sempre alla ricerca ricchezza, valori effimeri con riferimenti ironici a una particolare pubblicità dove l’uomo non deve chiedere mai. Dopo queste riflessioni però arriva il motto di Corona e di quelli come lui: "Finché il cuculo canta, e lo puoi sentire, va tutto bene."
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