Equilibrio artificiale

Come potete vedere ieri sera ho finito questo film. Racconta di un mondo dove, dopo una terza e catastrofica guerra mondiale, la panacea per tutti i mali umani è stata trovata nella somministrazione obbligata di un farmaco che annulla la possibilità di provare emozioni. Niente emozioni: niente rabbia, conflitti, gelosie, invidie; ma anche niente gioia, amore, allegria, felicità. Niente vita. Chi si sottrae alla somministrazione, chi è sorpreso a guardare o custodire un quadro, un disco, un libro, viene arrestato ed ucciso. Con questa base così profonda, e ricca di spunti di riflessione, il film poteva essere un vero capolavoro. Purtroppo un’eccesso di lotte stile Matrix l’hanno reso una buona opera e niente di più. I riferimenti letterari di questo film sono chiari: 1984 di Orwell e Fahreneit 451 di Bradbury. Guardando questo film mi sono lasciata andare ad una riflessione: ognuno di noi sarebbe colpevole per una società di quel tipo. L’emozione è qualcosa che ci permette di conoscere la realtà e di esperirla in maniera molto particolare. E noi che leggiamo libri, ascoltiamo musica, vediamo film, amiamo in tutte le forme possibili e immaginabili… tutti noi saremmo colpevoli. Mi rendo conto che è un film e che presenta un caso paradossale. Però mi ha portato a chiedere come mai non riusciamo a fronteggiare i nostri sentimenti, a gestirli con sapienza, parlo anche di quelli negativi.

Perchè dobbiamo stare a farci la guerra, perchè si odia, perchè il rancore e tutti quegli aspetti deleteri che non fanno altro che distruggere per primo noi stessi? Temo che una risposta a questo non l’avro mai.

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